
Le scarpe volano sul sedile posteriore, ma i cappotti rimangono abbottonati, i finestrini ghiacciati e la radio accesa mentre il Potomac ci accompagna instancabile dal cuore di Washington fino a McLean. Quante volte abbiamo percorso la Parkway, la conversazione si snodava sulle ruote dell’auto. Allegra progettuale anche insensata e con la prospettiva di quegli invincibili sedici anni era sempre irresistibile. Come allora lo svincolo per la Kirby ci coglie di sorpresa e come allora allunghiamo verso Roy Rogers che come molte cose qui e’ un ricordo di un passato molto prossimo. McDonald non e’ la stessa cosa conveniamo mentre D, insopportabilmente positivo, si compiace per il calore del suo caffe’. Oggi, come allora, il nostro pasto avviene dopo le cene—e’ intimo e frugale in abito lungo e col tuxedo, sotto gli occhi dei teenagers in maglietta e calzonici corti , loro dopo le scorribande del sabato sera, noi dopo i buffett di Foxhall apparacchiati per ingraziare e ringraziare. Le celebrazioni per l’inaugurazione di Obama si sono estese al week end, e, finito il tripudio popolare, Washington ritorna in se. Siamo cosi’ chiamati a godere del suo proveribiale snobismo, fatto di formalita’ e mai di formalismi. Solo ieri eravamo spettatori di un momomento che ci ha traghettato fino qui e oggi, molti di noi devono risponderne in un modo o nell’altro, consapevoli e anche un po’ compiaiuti nelle proprie responsabilta'. —Si mangia la seconda Apple Pie B., mentre mostra l’ultimo messaggio del suo Blackberry che lo avverte di una altra catastrofe nell’economia nazionale.D non lo ascolta nemmeno e si tuffa nel gelato che sgronda di quel finto cioccolato plasticoso. Poi alza gli occhi al cielo—Tanto domani me lo racconta R in tv right ? insiste. Per la per versione sceneggiata aspettiamo invece il documentario di C. Parliamo forte, rubandoci le patatine e ingnorando gli altri proprio come allora immersi in un microcosmo denso e impenetrabile, un tessuto di progetti ricordi e reciproche aspettative. Come allora, scherziamo sulle cose piu’ serie senza pero’ mai riderne come un tempo— B guarda il cellulare e cerca il ketchup mentre d’un tratto un ragazzo si alza dal tavolo vicino e si dirige verso Da, produttore di serials tv e film di successo, in piedi, per svuotare il suo vassoio. ‘tu sei….’ “It’s me” gli risponde gentile Da e senza lasciarlo finire guarda il ragazzo negli occhi e gli sorride “Sono io,” in carne ed ossa. Si guarda l’abito, ripone il vassoio sul bancone e fissa i pantoloncini del suo ammiratore, l’altoparlande insiste sulla chitarra di Springsteen, Da sorride ancora, “si sono io,” ribadisce “sono te,” fra pochi anni---and just like you, I like to stay close to home. 






