lunedì, 01 giugno 2009
economistCredo nella liberta’ di stampa. La condivido,  la sostengo e quindi
non e’ il fatto che il Times o l’Economist facciano editoriali su Berlusconi che mi disturbi . Anzi. Non e’ neanche il tono delle loro critiche--  il solito sopraccio’ da primi della classe che non mi sorprende e a dire il vero mi fa sorridere.  La tempistica?  Nemmeno. G-8,  elezioni, referendum, tutte coincidenze….. Quello che mi duole profondamente non arriva dall’Economist o dal Times,  ma dagli italiani che  come al solito scrutano fuori per guardarsi dentro. Siamo  campanilisti ma esterofili. Dileggiamo gli altri ma ci pasciamo dei loro complimenti.
Non voglio entrare nel merito di quello che hanno scritto I giornali inglesi su Berlusconi.   Non adesso comunque. Quello che trovo intollerabile e che nel nostro paese si cerchi la legittimazione dall’estero per dimostrare la validita’ delle proprie idée e convinzioni. Quindi si sbatte in prima pagina un editoriale per rafforzare il proprio punto di vista.
Questo succede solo da noi, in Italia. Mai un giornale Americano o inglese aprirebbe con la notizia di un editoriale su  Obama o su Brown.  Sarebbe considerato colore. Per noi  invece e’ un onore.
Il nostro fallimento, come giornalisti sta in questo. Nel fatto di  non avere accumulato la credibilita’ sufficiente nei confronti dei nostri  lettori. Ci sentiamo quindi  in dovere di innalzare le opionionio altrui a controprova di quanto diciamo o scriviamo. Abbiamo bisogno di aiuto, perche’ da soli non siamo in grado.  La nostra sconfitta  e’  questa, non e’  in Berlusconi,  in Veronica, nelle veline o  nel resto.
  Berlusconi fa male a ingaggiare in un corpo a corpo  contro la  “sinistra mediatica”. Lo trovo sinceramente riduttivo di un problema ben piu’ grave che  e’ il giornalismo all’italiana.  Fatto piu’ di maggiordomi che di opionionisti, fatto piu' di gossip che di informazione-- un giornalismo subalterno e secondario per suo stesso volere. Un brutto male che ci rende inerti  e spesso inutili.
 Oggi celebriamo la festa della repubblica, anche qui a New York, la comunita’ italiana e’ invitata al Cipriani  a celebrare  un privilegio raro quanto immenso—quello della democrazia, che passa per I seggi elettorali attraverso le opionioni della gente che si formano in ogni piazza reale o mediatica fatta di giornali, blog, televisioni.  Io credo nella democrazia e credo nella liberta’ di stampa. Di tutta la stampa, un mestiere ostico e sublime, difficile e molto scomodo. Non lasciamo solo agli altri l’onore di svolgerlo
postato da: MLRossiHawkins alle ore 20:57 | Permalink |commenti (43)
categoria:america, film
sabato, 01 novembre 2008

mac donald 

postato da: MLRossiHawkins alle ore 14:36 | Permalink |commenti (19)
categoria:film
venerdì, 23 marzo 2007
Oggi la passeggiata attraverso il parco fino da Zabar e' sembrata piu' breve del solito, 5 kilomentri a piedi senza neanche accorgersene ora che la temperatura accarezza gli zero gradi... e poi il pensiero della figuraccia di D'Alema al Consolato Italiano alla riunione sindacale dei contrattisti devo dire mi ha distratto dalle folate di vento ghiacciato che imperversa. Alla faccia del Global warming del povero Gore, il freddo quest'anno ci ha massacrato,e senza Giuliani sindaco i marciapiedi sono rimasti ghiacciati per intere settimane
postato da: MLRossiHawkins alle ore 03:49 | Permalink |commenti (2)
categoria:film, new york, freddo