Ha trascorso tutta la sua esistenza cercando di entrare in un club privato, dominato dagli uomini, pervaso dal potere, determinata a far valere le sue doti piu' "maschili" sbandierando un femminismo che ha ingurgitato piu’ volte, prendendo e lasciando il cognome del marito, sopportando le umiliazioni piu’ feroci, dimendosi fra i doveri di moglie e le personali ambizioni, senza mai liberarsi della sfera privata per i suoi pubblici combattimenti, tutto, per poi ritrovarsi spiazzata dalla morbidi doti di un candidato sorridente, Obama, un uomo che disdegna le battaglie e indietreggia davanti alle acrimonie della campagna elettorale cercando di farci sentire tutti bene fra le morbide braccia della sua retorica. Povera Hillary, li divide solo il metodo, non la sostanza. Non pensavo mai che mi avesse fatto pena, pena come tutti quelli che vivono di calcoli e alla fine sbagliano il conto finale salatitissimo—Io sono convinta che stara’ benissimo, come ha detto nell’ulitmo dibatto, la sua frase e’ stata presa come un addio alla campagna. Non credo, piuttosto un addio ad un modello perseguito ossessivamente che non ha mai lasciato spazio alla sua persona che non abbiamo mai veramente conosciuto.









