Ad una scena come questa io ho assistito. Una stanza come questa io l’ho vista, piu’ di una volta. L’ho visitata, l’ho guardata. l’ho annusata. Si, perche’ ai giornalisti, ad alcuni giornalisti, viene concesso di visitare il luogo dell’esecuzione capitale prima di coprire l’evento, e oltre al raccapricciante ed incivile rituale di una morte annunciata, decisa e sancita da altri uomini, di quelle stanze ricordo un odore pungente, l’odore di disinfettante di quell’ambiente sterile e dei lunghi corridoi senza finestre illuminati a giorno con il neon, che portano li'-- e’ lo stesso odore nauseante, dei penitenziari ad alta sicurezza dove sono stata per lavoro, un odore che riconosco a distanza, lo sento prima sulla pelle, poi mi entra nel naso e non me ne libero per ore—lo associo alla esecuzione nello Utah, la prima che coprii e a quella di Joseph O’dell di cui curai la diretta dalla Virginia.—La notizia della moratoria dell’Onu mi rallegra, certo ma non cambiera’ le cose e di certo non pone l’Italia su un piedistallo di alta moralita’ cosi’ come dicono alcuni, raggianti per la mossa coreografica e poco significativa presa dopo anni dal palazzo di vetro. Sono pochi i paesi all’Onu che onoreranno la moratoria – paesi che sorridono dei fervorini dei nostri politicanti divulgati a mezzo stampa da oltre oceano. Basta elencarle le nazioni che utilizzano la pena di morte per vedere e capire che non smetteranno di utilizzarla solo perche’ l’Onu ha approvato una moratoria e perche’ l’Italia l’ha sponsorizzata. A cominciare dagli Stati Uniti, che da anni ormai hanno intrapreso un dibattito sulla legittimita’ della pena di morte che sta passando attraverso la Corte Suprema e dove dove il 7 gennaio si discutera’ sull’utilizzo costituzionale dell’iniezione letale. La moratoria Onu, il ruolo dell’Italia non hanno nessun merito a riguardo.
Come non hanno nessun merito sull’abolizione della pena di morte nel New Jersey, decisione di un paio di giorni fa, dopo anni ed anni di dibattito nel legislativo dello stato. Trovo anzi di pessimo gusto utilizzare un argomento cosi’ duro e cosi’ drammatico per ammantarsi di moralita’ e farsi pubblicita’- anche perche’ gli estremi per pubblicizzare la politica estera del nostro paese, in questo momento -- sorry, ma proprio non ci sono.








