Quando te lo vedi nero su bianco, di prima mattina, il colpo allo stomaco, anzi il calcio al cuore, e’ forte— Cosi’ l’articolo di prima pagina del New York Times, annunciato dal dotto notiziario radiofonico della mattina, NPR spezza la concitazione natalizia e sentenzia sullo stato della nostra nazione. Italy in a Funk sings an Aria of Disappointment... e il titolo e’gia’ un epitaffio. Un conto e’ parlarne con gli amici, anche giornalisti, anche americani, a cena, nella caffetteria della CNN o della CBS, un conto e’ vederselo qui, digerito e spiattellato in prima pagina con tutta la perizia, l’ardore e l’impegno letterario di un grande giornalismo che fara’ presa su milioni di persone, persone normali, come questo signore tuffato nel pezzo alle otto del mattino con il suo caffe’ nero. E’ un pezzo che influenzera’ il pensiero di un paese, perche’ qui il giornalismo e’ credibile e le parole scritte dai giornali hanno riscontro nei fatti. Non c’e’ nulla nel pezzo che non sappiate, la perdita di fiducia, la perdita di orgoglio, il talento sprecato, la corruzione la mancanza di tecnologia e di speranza, C’e’ il coraggio di Grillo, l’inadempienza di una classe dirigente-- vecchia, la meglio pagata e la meno meritevole in Europa. C’e’ il rammarico dei piu’ giovani, il dolore di chi sa che gli italiani meritano di piu’.
E’ ben scritto, a tratti lirico, imperdibile questo pezzo, composto da uno che conosce bene, che sente il polso e che sono sicura ami questo notro paese ,-- una prosa incisiva, implacabile dotta e a tratti tenera. Tutto drammaticamente vero, tutto drammaticamente da scolpire sulla lapide di un paese in agonia composta da gente che mangia e beve ma che non e’ mai ne grassa ne ubriaca (come dice l’autore). Avevo fatto un post analogo, in questo momento di visite dall’Italia, anticipando il rapporto del Censis. L’articolo di oggi sugella il mio stato d’animo e la mia profonda tristezza e questa volta la trasmettera’ ad una nazione di amanti e amici dell’Italia in tutto il suo sconfortante realismo. Oggi a New York c’e’ Napolitano, in visita al consolato prima poi si incontrera’ con la stampa. Ci andai oltre dieci anni fa quando era presidente della camera. Oggi non ci vado, non e’ snobbismo non e’ neanche una protesta che non notera’ nessuno. Passero’ li davanti certo ma continuero’ a camminare per la strade di New York, alla ricerca di quella ispirazione e di quella forza per intraprendere una prossima mossa, impellente e doverosa da condividere con chi, come me crede fortemente nel Natale, e nel soprendente miracolo della rinascita. –http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?_r=1&ref=world&oref=slogin









