sabato, 20 ottobre 2007

GaggedIl primo brivido lo provai quando l’ambasciatore Bosniaco  all’Onu che sentivo spesso, mi telefono’ e disse,  “Grazie, in Bosnia vedono la televisione italiana”  Era il mio primo anno da giornalista, quello della guerra in Kossovo e mi emoziono’  sapere che quello che dicevo aveva un impatto sulla gente  che aspettava quel notiziario per avere notizie dell’intervento della NATO.  Non ci volle molto per capire che quello era il lavoro per me. Un lavoro di tessitura di relazioni, un intreccio di pensieri che si rapportano con gli altri e che hanno senso solo per gli altri, un mestiere di sublime sofferenza se fatto con il rigore che merita e con il direttore che te lo permette. L’impatto della tv sulla gente l’ho vissuto in seguito,  visitando Cuba, il Messico, coprendo elezioni presidenziali, girando per il mondo con una telecamera—che per molti rappresenta la speranza di  venire ascoltati, almeno una volta, la chance di parlare liberamente di cose chi cui in genere non si puo’ parlare perche’ non ti viene permesso.   Proprio  come si fa oggi sui blog che hanno rivoluzionato l’informazione mondiale e sbaragliato i mezzi di informazione italiana rigidi,  paludati e omertosi.  Era inevitabile che se ne accorgessereo  anche se c’e’ voluto molto meno di quanto mi aspettassi. Molto meno di quanto credessi  prima che il tentativo di censurare la liberta’ di stampa in Italia diventasse un progetto sancito dal governo. Non e’ solo vergognoso e’ ripugnante e’ assolutamente incostituzionale. La paura della liberta’ di espressione e’ il primo indicatore di un regime totalitario.  Te lo insegnano al liceo che la prima azione di un regime quando prende il  potere  e’ quella di prendersi i mezzi di comunicazione. Ci  sono modi diversi per farlo, sono piu’ o meno sottili e questo non lo sa solo un giornalista. Si spara  sulle emittenti, si abbattono le antenne poi si comincia a trasmettere propaganda , si ripuliscono i notiziari  dalle informazioni importanti, si riempiono i tg di cretini e di cretinate, si comprano i giornalisti, si mandano fuori, si licenziano o addirittura si uccidono. E per uccidere una persona ci sono molti modi.  Ne conosco molti di colleghi morti.  Ma quando i mezzi di comunicazione come internet sono in ogni casa e aiutano a divulgare il verbo scomodo  e non controllabile dal regime attraverso milioni di blog e di contatti,  allora l’unico mezzo per spegnerli e’ censurare internet tutta. Di qui, la geniale trovata del governo italiano. Una mossa degna del piu’ stolto ma  goffo dei regimi.  “Ma e’ mai possibile che siano cosi’ imbecilli  e che pensino di potersi proteggere dichiarando guerra all’inevitabile?      

Desperate times deserve desperate measures e questi sono tempi  disperati, ma solo per loro.  Sorry guys, we will overcome.

 

 

postato da: MLRossiHawkins alle ore 20:10 | Permalink |commenti (9)
Commenti
#1   20 Ottobre 2007 - 23:45
 
La cosa poi più ridicola è che quando era al governo Berlusconi la sinistra diceva che non esisteva la libertà di stampa.....ho l'impressione che questa proposta di legge si risolva poi in un'enorme bolla di sapone ma è scandaloso solo che qualcuno l'abbia pensata
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#2   21 Ottobre 2007 - 00:17
 
Quoto #1. E' inquietante che qualcuno ci abbia solo pensato.
Copio la mail inviata al Sig. Levi dal sottoscritto. Se qualcuno vuole divertirsi sul blog di Grillo trovate l'indirizzo.

Caro Sig. Levi,

se la sua proposta fosse una burla non farebbe comunque ridere nessuno. In caso contrario le consiglierei di prendere cittadinanza in Birmania. Laggiù tappare la bocca alla gente è considerato sport nazionale. I miei omaggi

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#3   21 Ottobre 2007 - 09:33
 
Fanno bene a preoccuparsi vista l'intelligenza che sprizza dal tuo blog!
Amanuense
utente anonimo

#4   21 Ottobre 2007 - 12:22
 
Levi dice: "Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l'operatore professionale e il privato può essere sottile* e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all'Autorità garante per le comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli operatori''.

Montagne di proteste da destra e da sinistra.
(*) Sottile un corno. Rileggano qui, questi "soloni".
Art. 21 della Costituzione italiana:

- Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. -

Questi folli che ci governano (speriamo ancora per poco) stanno facendo della democrazia una specie di "cosa loro". Prima se ne vanno a casa e meglio sara' per tutti.
Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro.
Un abbraccio Maria Luisa.
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#5   21 Ottobre 2007 - 18:39
 
quoto #1 pure io.
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#6   22 Ottobre 2007 - 21:58
 
"Girando con una telecamera che, per molti, rappresenta la speranza di essere ascoltati almeno una volta".

Ho i brividi MLuisa leggendo queste tue parole. Brividi di emozione, perchè hai scritto parole così vere (immagino popolazioni, come quella birmana, che mostrano e fanno ascoltare al mondo intero la loro sofferenza grazie a una telecamera!), brividi di paura perchè oggi, invece, la telecamera rappresenta l'occasione per molti di essere GUARDATI.

GRANDE LOUISE!!!
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#7   22 Ottobre 2007 - 22:47
 
Proprio cosi' Luca, sono in molti ad utilizzare la telecamera come uno specchio, nel quale rimirarsi... ma la gente se ne accorge eccome se se ne accorge.
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#8   22 Ottobre 2007 - 23:56
 
magica luisa.....
un abbraccio stef
ps...il tuo amico è desapareicido, domani pomeriggio lo ricerco, io son pronto
s
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#9   23 Ottobre 2007 - 15:51
 
Perchè tapparsi il naso Countrygirl? Perchè continuare la teoretica del meno peggio o del voto contro? Giuliani "is an honorable man".
Viva il coraggio e la coerenza.
art
utente anonimo

Commenti

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