Le stelle brillano e abbracciano la tenuta che si perde nella notte virginiana e la casa si accende sotto la luce di una luna quasi piena –Sul viale principale il profumo delle mele, il rumore degli alberi spogli trapassati dal vento e l’odore di una giornata di festa cominciata all’alba. La passeggiata fino al Potomac e’ l’ultimo atto di questo week-end a casa nostra, la casa di cui D. possiede le chiavi, custodendone ogni mazzo diligentemente --pronto a consegnarlo ad ognuno di noi quando e’ necessario. No questions asked, no answered required. C’e’ sempre una novita’ al tavolo del nostro Thanksgiving. Accompagna a turno ciacuno di noi--Un tavolo imbandito, che si allunga ogni anno e dove ci siamo sempre tutti, presenti ed assenti. Cosi’, mentre i tacchini sono ancora nel forno , e arrivano le ultime torte, sbattono le porte e si accendono le risate, tutto intorno diventa immobile. E’ facile sorridere a questa giornata insieme. La preghiera si alza allegra con un bicchiere a caso mentre ad uno ad uno siamo tenuti a contemplare cio’ che abbiamo ricevuto—la lista e’ lunga, l’ordine e’ sparso, il rituale rigoroso . C’e chi ha vinto una battaglia, chi ha perso una guerra, chi rifulge, chi e’ stanco. C’e’ chi ha mietuto successi chi ha raccolto amarezze, chi rilancia una sfida, chi disvela un progetto. Intenzioni private dai risvolti pubblici per molti di noi che di anno in anno ci seguiamo snodarci fra decisioni e delusioni, successi ed imprevisti. Siamo protagonisti e pubblico di una vita trascorsa insieme ma vissuta lontani. La celebriamo almeno una volta l’anno, li’ , per scelta, perche’ li e’ cominciata, anni fa, non per caso .









