domenica, 29 novembre 2009
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 Le stelle brillano e abbracciano la tenuta che si perde nella notte virginiana e la casa si accende sotto la luce di una luna quasi piena –Sul viale principale il profumo delle mele, il rumore degli alberi spogli trapassati dal vento e l’odore di una  giornata di festa cominciata all’alba. La passeggiata fino al Potomac e’ l’ultimo atto di questo week-end a casa nostra, la casa di cui D. possiede le chiavi, custodendone ogni mazzo diligentemente --pronto a consegnarlo ad ognuno di noi quando e’ necessario. No questions asked, no answered required. C’e’  sempre una novita’ al tavolo del nostro Thanksgiving. Accompagna  a turno ciacuno  di noi--Un tavolo imbandito, che si allunga ogni anno e dove ci siamo sempre tutti, presenti ed assenti. Cosi’, mentre i tacchini sono ancora nel forno , e arrivano le ultime torte, sbattono le porte e si accendono le risate, tutto  intorno diventa immobile. E’ facile sorridere a questa giornata insieme.  La preghiera si alza allegra con un bicchiere a caso mentre ad uno ad uno siamo tenuti a contemplare cio’ che abbiamo   ricevuto—la lista e’ lunga, l’ordine e’ sparso, il rituale rigoroso .  C’e chi ha vinto una battaglia, chi ha perso una guerra, chi rifulge, chi e’ stanco. C’e’ chi ha mietuto successi chi ha raccolto amarezze, chi rilancia una sfida, chi disvela un progetto. Intenzioni private dai risvolti pubblici per molti di noi che di anno in anno ci seguiamo snodarci fra decisioni e delusioni, successi ed imprevisti. Siamo protagonisti e pubblico di una vita trascorsa insieme ma  vissuta lontani. La celebriamo almeno una volta l’anno, li’ , per sceltaperche’ li e’  cominciata, anni fa, non per caso .

 

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giovedì, 19 novembre 2009
Sono stata molto fortunata ad averli incontrati, li ringrazio ancora per avermi parlato.
postato da: MLRossiHawkins alle ore 15:15 | Permalink |commenti (3)
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martedì, 17 novembre 2009
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Lei non si ricorda perche’ tornai  a notte inoltrata . Non rammenta le telefonate convulse. Lo sconcerto, la disperazione. Non ricorda i messaggi disperati sulla segreteria, la paura di mesi. Non ricorda la compostezza dell’agonia della sua citta’ e gli amici che ha perso perche’ lei, non li ha mai conosciuti .  l’11 settembre le ha cambiato la vita certo ma lei non sa la differenza. Ecco perche’ sono tornata a Wall Street oggi., per capire come spiegarle che torneranno a NY .Questa volta per essere giudicati. Saranno  a pochi isolati dalle torri che ha visto liquefarsi in tv tante volte e  di cui ha sentito parlare ma che in fondo non le dicono nulla.  A dieci anni e’ difficile rapportarsi alla storia, ma e’  facile capire il dolore. Lo spieghi parlando di madri che non hanno rivisto i figli, di figli che non hanno conosciuto i genitori di sorelle che non si sono piu’ riviste, di amici persi per sempre—storie spezzate inghiottite nel nulla della efferata cattiveria che non ha senso come ogni atto di vandalismo verso qualcosa che si odia senza ragione.  Questo  si e’ difficile da spiegarsi ad un bambino.   Non tutti sono d’ accordo sul processo agli ingegneri dell’attentato all’11 Settembre che si terra’ qui. C’ e’ chi parla di problemi per la sicurezza, chi rivendica la liberta’ di un passato troppo prossimo.  Io  invece  credo che sia una grande mossa. Certo non riportera’ indietro l’orologio, ma dara’  la possibilita’ a molti di trovare le parole per spiegare  a chi non c’era, di trovare il tempo di ritornare sul luogo di un dolore che tutti, abbiamo il dovere di rivisitare. ad otto, brevissimi anni di distanza.  

Era bella Wall street all’alba. Protesa verso l’acqua ghiacciata di una mattinata d’inverno.  La statua della liberta’ si stagliava contro le nuvole piatte dell’iperturbabile Atlantico, mentre  la gente andava al lavoro all’ombra di quelle torri che  si vedono ancora anche  se ormai non ci sono piu’.

 

postato da: MLRossiHawkins alle ore 16:10 | Permalink |commenti (1)
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venerdì, 06 novembre 2009
t1larg.fthood.monica.cain.gi-1Che sguardo, che occhi, che dolore-- determinazione, consapevolezza, rassegnazione? Fate voi. Fra cronaca, resoconti, incertezza  e tanta cautela giornalistica il resoconto dell'eccidio di Fort Wood e' agghiacciante. Milioni di domande sul mal funzionamento della macchina militare. E per l'America, alle porte del Thanksgiving,  si riaccendono i riflettori su un contrasto ideologico, mai sopito dall'11 settembre.
postato da: MLRossiHawkins alle ore 12:41 | Permalink |commenti (9)
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martedì, 03 novembre 2009
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postato da: MLRossiHawkins alle ore 12:17 | Permalink |commenti (3)
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domenica, 01 novembre 2009
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This was not trick or treating on Park Avenue. A misty damp evening in a blue collar suburb of New Jersey, where homes are small and Halloween decorating is large. Children slide along  the sidewalks. Each knock on the door followed by a minute or two of silence, then a screen-door opens to a  new greeting of delight. Every door cracks a view on life, a complicated existence made of long commutes and tough mortgage payments, coupon clippings and  Sunday garage sales. Candy is given out carefully taken in excitement and slipped in large wore out pillowcases.  The buzz on the streets interrupted by sparse dog barking and porch lights coming on and off  as preparations begin for a Saturday night celebration of fall festivity.  This is what America is about, work and recompense, expectation and reward that  turns small town to big time.

postato da: MLRossiHawkins alle ore 15:02 | Permalink |commenti (4)
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