martedì, 28 aprile 2009
Le note della chitarra trasmettono alle gambe il passo che tu non sai dargli e i primi passi sono pesanti. Scolpiscono il percorso lacerato dalle pozzanchere e saturo di pioggia. Le eviti appena saltellando in uno slalom impacciato mentre il vento ti sospinge disordinatamente verso il primo traguardo. Poi la sua musica si scioglie fra i tuoi pensieri e la falcata si allunga alla ricerca del ritmo che ti portera’ fino in fondo. Sono gli interminabili minuti di una corsa che comincia a fatica mentre il cielo di Manhattan si scopre generoso e ti lascia intravedere la certezza di un altro giorno. I gabbiani sorvolano l’acqua e il passo si rilassa. Solo allora ti levi leggera mentre le gambe si rincorrono e procedono all’unisono con quella voce inconfondibile nelle orecchie di cui conosci ogni roca incertezza . Rincorri l’ultima luce mentre i lampioni si accendono uno dopo l’altro e le ombre si abbattono sulla strada. Dietro gli alberi, i palazzi si illuminano incorniciando il buio di una citta’ che non e’ mai pronta per la notte. L’aria e’ di colpo piu’ fredda, ti trapassa la pelle e asciuga il sudore di quelle quattro miglia che finisono subito, ancora prima di cominciare.
domenica, 05 aprile 2009
Il marciapiede brulica, le portiere dei taxi sbattono davanti al teatro e i passanti rallentano l'incedere veloce di un week end che sta per cominciare. E' sempre festa nel mio posto preferito di Manhattan, monumentale ma scanzonato dove l'arte incontra l'intelletto per fondersi in una energia contagiosa che sembra non consumarsi mai. Mentre il vento ti spoglia di ogni rigore mondano senti la strada crepitare, entri nel teatro gia' caldo di aspettative e trovi posto fra altri cosi' diversi da te. Con tre chitarre classiche e un repertorio decennale la sua voce riempie il buio con i suoni che sono solo i tuoi anche se per due ore li condividi con altri. Una cavalcata nel tuo animo che ti appaga e ti sfianca. E Quando lascia la scena il silenzio e ' piu' triste che mai. Ci penso sempre alla donazione di un artista, al peso e al dono della sua vocazione che e' al tempo stesso un regalo e un fardello pesante. La responsabilta' di rendere omaggio al proprio talento che riempie gli altri e spesso consuma te stesso. Non c'e' posto come il Beacon per rendere omaggio a questo sforzo e goderne a pieno in nome di tutti quelli che lo hanno attraversato. Ne ho conosciuti e ne conosco tanti di artisti e devo loro moltissimo, impossibili, impagabili. Condottieri solitari dall'animo tanto ricolmo da riempiere il vuoto della banalita' che li circonda. Prigionieri di una forza superiore da proiettarti sopra le nuvole.
venerdì, 03 aprile 2009
Gran bella prova di amicizia e di fraterna collaborazione quella del G-8. Una boccata di cooperazione e di sorrisi che ha fatto rimbalzare oggi, la borsa di New York. Obama ha passato il test di popolarita' e con i sorrisi e la determinazione a condividere il fardello della della ripresa economica mondiale il gruppo dei venti si appresta ad incrementare la liquidita' nel mondo a spendersi contro i pericoli del protezionismo. Contenti tutti insomma, nessuna presa di posizione, nessuna minaccia solo la promessa di ritrovarsi piu' ricchi, fra qualche tempo. L'America abituata a condividere con molti meno leader la scena economica ne esce distesa, decisamente meno sola e assolutamente piu' consapevole di essere meno potente di prima.
mercoledì, 01 aprile 2009
Dopo le folle oceaniche di sei mesi fa che osannavano un nuovo corso per l'avventura americana, Obama va in Europa in veste presidenziale, responsabile della piu' complessa economia mondiale che non puo' promettere che tempi magri. Altra cosa era la campagna elettorale fatta di sogni e di promesse... oggi la responsabilita' e' sua, sue le risposte che deve dare ad una Europa assetata di spiegazioni e sempre a corto di idee soldi e di leadership. Una bella impresa che si trova a dover difendere un paese intrappolato dal paradosso-- criticato da sempre per il suo consumismo e che oggi mette in difficolta' il mondo perche' non consuma abbastanza-- Questa visita e' un battesimo di inaspettata difficolta' per Obama che lontano dal "gobbo" dovra fare i conti con l'arguto cinismo della vecchia Europa sempre pronta a puntare il dito quando chiede aiuto per salvarsi.