giovedì, 26 marzo 2009
newstand and west sideGli argomenti non mancano, e non manchera' occasione per parlare di Obama e della sua futura apparizione televisiva, (magari  a ballando con le stelle!?)  di condividere le storie di questa recessione perniciosa, del disatro economico di questa citta' e della sua malinconica e struggente voglia di rigenerarsi sempre. Ma oggi voglio parlare di  noi, di chi scrive-- per dovere, per amore, per piacere, per onorare una passione che diventa vocazione e spesso l'ossessione di una vita. Ogni volta che passo davanti a questa edicola sulla West Side di Manhattan, scorro con gli occhi il genio di chi prepara i titoli di giornali che non compro e acquisto sempre un quotidiano, spesso il Wall Street Journal, e' vero l'ho gia' letto a casa  presto al mattino ma c'e' sempre qualcosa che sfugge all'occhio distratto di chi scorre i titoli e guarda la posta, comunica oltreoceano e si prepara ad affrontare la giornata --pago quindi volentieri un obolo all'istituzione che rispetto e che amo, la stampa libera. Oggi, il New York Times ha annunciato che i suoi giornalisti accettano una riduzione del 5%percento del loro stipendio per far fronte alla crisi del giornale, una crisi  che sta uccidendo quasi tutti i quotidiani d'America un flagello che si estende pericolosamente da Est a Ovest, in un momento in cui il giornalismo e' sempre piu' necessario alla salute della democrazia. Internet, e televisione hanno sbaragliato la carta stampata e la gente quando compra, acquista tabloids, non quotidiani ossessionata dalle star e dalle diete . Ho vissuto, anzi, vivo i tagli all'informazione da vicino e ne deploro e conosco le conseguenze che banalizzano l'informazione e la riducono ad una risibile futile marginale realta'. Io credo nella necessita' di informare, investigare raccontare, riportare, credo nella missione importante che e' quella del giornalista che se e' consapevole disincantato e sostenuto dalla sua integrita' professionale, non svolge un lavoro ma una missione pubblica, al servizio della democrazia- E' un mestiere di solitudine profonda quando e' svolto con coscienza,lontano dai salotti, vicino ad una verita' che non tutti vogliono sapere. Sono fortunata ad aver conosciuto persone che mi hanno mostrato in che cosa consistesse ed e' anche per loro che continuo a passare appositamente  su questo lato di Broadway anche quando e' fuori mano e scomodo, proprio come spesso sono i giornali.
postato da: MLRossiHawkins alle ore 22:43 | Permalink |commenti (58)
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venerdì, 20 marzo 2009
E' bello poter contare sulla presenza di un leader, sulla sua capacita' di relazionarsi con la gente. specie quando la prorompente urgenza di piacere si spinge oltre i rigori dell'ufficio. E' successo ad altri, succede anche ad Obama, di offendere involontariamente con una gaffe, chi  non ha bisogno di insulti ma di sostegno. E' il caso degli handicappati che ieri sera sono stati chiamati in causa da Obama che ha valutato il suo punteggio al 'bowling', da handicappati appunto. Brutta figura direi, che gli verra; naturalmente perdonata, una brutta figura sopratutto da un campione dei diritti e della correttezza come lui.... errare e' umano naturalmente  ma credo che quando si ricoprano certi ruoli la simpatia debba passare in secondo ordine rispetto alla brama di piacere.
postato da: MLRossiHawkins alle ore 14:41 | Permalink |commenti (57)
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martedì, 17 marzo 2009
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postato da: MLRossiHawkins alle ore 23:20 | Permalink |commenti (29)
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lunedì, 09 marzo 2009
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postato da: MLRossiHawkins alle ore 22:37 | Permalink |commenti (10)
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sabato, 07 marzo 2009
rihanna(1)
Questa donna e' la stessa della foto qui sotto, e questa sua immagine inonda le cronache scandalistiche. Picchiata e minacciata da un energumeno al quale e' legata.  Non  una storia di costume  ma una emergenza internazionale. Come milioni di donne, vive nell'abuso del quale non si libera perche' ci e' abituata. Perdona il suo aggressore perche' deve farlo, per paura o per pieta' e perpetra cosi' una spirale che la devastera'. Come Nicole Brown Simpson, uccisa dal  marito OJ Simpson,   il suo caso fa clamore, ma non serve a modificare una situazione che negli anni non fa che peggiorare. Milioni di donne sono picchiate, insultate,  usate e sfruttate in ogni angolo della terra, ricattate attraverso i loro figli, intimidite dalla malattia, dalla condizione economica,  dalla non consapevolezza della propria valenza--lo sono attraverso la violenza fisica, morale,  verbale. Queste donne sono le nostre madri, le nostre sorelle, le nostre amiche, queste donne sono le nostre figlie, e questo otto marzo, per favore portate loro rispetto, non  mimose.


rihanna
postato da: MLRossiHawkins alle ore 16:55 | Permalink |commenti (23)
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mercoledì, 04 marzo 2009
fotografie telefonino 013E’ con  un  tono  insolitamente affabile,  con un piglio stranamente sicuro che si avvicina a me  sorridendo e,  per la prima volta  in due anni, mi paga il caffe’.  “E successo “ mi dice, I.  e’  a casa. So talented, so smart.  “So common these days,” rispondo. “Sono serena” afferma senza che io le chieda nulla. Poi si interrompe e  versando ancora del latte nella sua tazza di carta mi fissa—no, sono arrabbiata. Ho fatto sempre la cosa giusta, sempre prudente, sempre diligente “and now this.” Per G. nata per essere brava, cresciuta per diventare la prima della classe l’unico lusso  della sua esistenza e’  l’iscrizione alla weight watchers che e’ sicura  la riportera’ al peso di quando aveva trent’ anni—.  Una vita ineccepibile, avvocato, madre, moglie, una esistenza scandita dalle regole  della sua religione che professa con rigore ma senza vocazione.   Ho imparato a  volerle bene senza capirla a rispettarne la malinconica accettazione della sua vita senza le  ribellioni che spesso hanno governato la  mia.  “Abbiamo gia’ pensato di vendere la casa,” mi dice.  Know someone? E’ prematuro. Le cose possono solo migliorare, e sono sicura che non ce ne sara’ bisogno.  Ma sto mentendo.  Nessuno sa veramente quando finira’. La situazione economica si abbatte sul paese con la perfidia degli elementi di questi ultimi giorni, e’ brutale come il vento artico, implacabile come le ultime gelate. La tragedia della disoccupazione o la  sola  minaccia di rimanere a casa, di perdere il lavoro si propaga per questa mia citta’,  si impossessa di ogni conversazione, conquista Manhattan isolato dopo isolato, esercizio dopo esercizio lo vedi languire un po’ , poi l’annuncio di una svendita, e quindi la chiusura. Ciononostante la gente continua la sua danza quotidiana fra la luce accecante di questo marzo innevato  che rimbalza per  I grattacieli con energia –  Senza le solite certezze, si scrolla di dosso  il passato, determinata a ricominciare una volta passata la bufera. Ma sa che passera’   solo con il suo aiuto al contrario della neve a Central Park, che domani gia’ sappiamo si sara’ sciolta.
postato da: MLRossiHawkins alle ore 18:43 | Permalink |commenti (38)
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martedì, 03 marzo 2009
IMG_0757                                         Ma quando finira'?
postato da: MLRossiHawkins alle ore 02:20 | Permalink |commenti (19)
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