Per uno come lui che si definisce portatore di novita', che annuncia ripetutamente di voler cambiare i vecchi schemi della politica americana, deciso, dice lui, a cambiare Washington per sempre direi che Barak Obama in politica estera ha osato proprio pochino. Il suo coraggio autereferenziale e la sua retorica tautologica lo hanno condotto proprio li dove l'America e' sempre andata-- a braccetto con le grandi potenze industrializzate del dopo guerra. Niente di male per carita', visto che i fatti parlano chiaro: Francia Germania e Inghilterra sono i vecchi giganti della politica europea e il punto di riferimento di ogni americano che abbia finito il college con ottimi voti--ma niente di piu'. Barak Obama non mi stupisce, non mi sorprende non mi rapisce e non mi convince con il suo tour europeo, avrebbe fatto meglio a chiedere a Sting o anche a Bruce Springsteen invece che a Warren Christopher e Madeleine Albright, vecchie colonne un po' passe della diplomazia americana. Barak quindi non osa, e rimane li ancorato a vecchi libri di testo, non alza la testa da quel vecchio manuale di diplomazia ligio ai consigli dei suoi antichi precettori. Non sfida il brio della Spagna di Zapatero, che lo sostenie e lo ammira, non si coinvolge nella matassa italica che ha dato i natali a 32 milioni di votanti negli USA e non sa che pesci pigliare con la controversa Russia di Putin, la vera protagonista di questa strana Europa. No, proprio non ce la fa ad Osare Barak, lo diceva anche Hillary quando esasperata dal suo buonismo ricorreva alla blanda riforma sanitaria di lui per dimostrare la prudenza del caro Barak. -- Ma le folle oceaniche si pasciano di sorrisi e autosuggestioni e Barak piace perche' dice di fare qualcosa anche se poi dimostra il contrario. Se ne torna in America presto dalla sua gita in Afganistan-- dove la guerra e' internazionalmente giustificata, dopo aver placato le titubanze degli ebrei d'America con i suoi sorrisi a Gerusalemme e ripassato presto le capitali Europee, quelle da percorrere velocemente, come ci insegnavano i pamphlet delle ormai defunte agenzie turistiche--quelle imperdibili citta', capitali da visitare in fretta per farsi una vaga idea dell'Europa in soli tre giorni.
Le mie spiagge sono queste, sono quelle solitarie, fredde, anche minacciose sono le spiagge dell'Atlantico fatte per passeggiare, per riflettere per smuovere l'universo dentro. Mi hanno invitato a parlare di spiagge oggi, forse per stemperare la mia proverbiale densità o forse per mancanza di alternative, ma alle due del pomeriggio sarò ancora una volta alla tv delle libertà a confrontarmi con ospiti e telefonate. (Canale 818 di Sky, circuito di Odeon TV e http://tvdellaliberta.it)
Provocaoria, insolente, inadeguata, verietiera, satirica, profetica, di cattivo gusto? Questa copertina del New Yorker, già in edicola Lunedì, proietta l'Islam ancora una volta al centro del dibattito mondiale. Di Islam parliamo oggi alla tv delle libertà dalle 14 alle 16:30 (Canale 818 di Sky, Odeon tv o in diretta via internet http://tvdellaliberta.it/per chi voglia e abbia tempo, io sarò li.
Era quel modo di ascoltarti, guardandoti negli occhi, quel galvanizzare con il suo sguardo il tuo pensiero tanto da non sentire il calore delle luci o il sussurare della gente, la pressione della telecamera o lo scorrere del tiranno tempo televisivo. Gianfranco, ti conduceva personalmente dentro il pubblico e subito lo legava a te per sempre. Appassionato amante della vita, rispettoso con i suoi collaboratori esuberante con gli amici, beffardo con i nemici, Funari era un amico e un maestro di coraggio. Quel coraggio che manca a molti di quelli che tentano di fare il suo mestiere che lo imitano che scopiazzano le sue genuine trovate. Funari non odiava i suoi avversari ma li conosceva talmente bene da metterti in guardia dalla loro cattiveria. "Obbbbrobriosi" era la parola che usava per taluni e insieme alla bocca corrugava le ciglia. Lui cosi' buono affamato di giustizia e di lieti fini. Alla faccia della loro perfidia ti incitava a credere nel tuo talento. Era ottimista e credeva nel futuro, si faceva spiegare e raccontare-- fortunato chi aveva il suo orecchio. Con Funari News e Punto di Svolta avvicino' la gente alla politica e rivoluziono' per sempre il giornalismo-- Per questo non era ben sopportato Funari perche' osava li dove nel nostro paese e' proibito. Non credeva nelle raccomandazioni, non amava il nepotismo della nostra tv, e sopratutto detestava anzi, disprezzava quasi tutti i giornalisti che gli hanno sempre fatto la guerra. Giornalaio, si autodefi' nel 95 Giornalaio, un po' per distinguersi, un po' per non urtare la suscettibilita' di una corporazione che sbaraglio' con la sua onesta'. E' buffo vedere le paginate su di lui oggi, quando erano mesi che non si sapeva nulla di lui e solo in pochi accedevamo al telefonino di Morena per sapere come stesse.. Funari era audience era ascolti, era pubblico assicurato ma faceva tanta paura perche' era imprevedibile. Veniva ritirato fuori ogni tanto, a piccole dosi "un viagra per le loro trasmissioni sciatte"mi ha detto l'anno scorso a Milano nella sua mansarda sui Navigli. Conosceva il gioco e si concedeva poco, ma quando lo faceva, il pubblico lo seguiva. Lo piango oggi con sconsolata malinconia per un paese che non ha avuto paura del suo talento e come sempre ha cercato di servisene facendolo invecchiare senza concedergli di crescere davanti al suo adorato pubblico. Lo piango davvero e lo ringrazio oggi come ho sempre fatto per il suo talento per la sua generosita' tipica di chi e' veramente grande e di chi sa bene di non temere confronti. .....E Gianfranco? Mamma sta bene, ma questo oggi, lo vedi da te.
Non è una festa sacra, non è una ricorrenza religiosa ma la sento profondamente questa giornata, Fourth of July, festa di indipendenza. Si celebra con le parate , con i fuochi, con le colazioni all'aperto con l'odore degli hamburger e anche con le svendite epocali dei grandi negozi, si festeggia in ogni parte d'America all'ombra di un percorso ancora in evoluzione cominciato con un atto di coraggio.--quello di un paese che si è svincolato con energia e fatica dal dominio di un altro per proiettarsi verso la propria identità--Sono passati olltre duecento anni, ma questa forza mi travolge --unico possibile orizzonte per una liberazione quotidiana di ogni essere umano da tante situazioni, un fuoco d'artificio che ogni giorno ci rinnova e ci migliora -- o almeno così dovrebbe. Buona festa di indipendenza, Happy Fourth of July to all!
Quando sento parlare di manager e di managerialià penso a lui, genio capace di intuire, guidare e lavorare alacremente insieme ad una squadra che si è scelto e che sa premiare --Di manager e di managerialità e di meritocrazia (argomento che mi sta particolarmente a cuore ) parliamo oggi alla tv delle libertà dove sono ospite dalle due alle quattro del pomeriggio. Per chi abbia tempo e voglia ......