Eterno e insopportabile il tragitto sull’autubus questa mattina ricolmo di vita newyorkese alle prese con una giornata di tarda primavera—
Al solito molti leggevano, molti guardavano la posta, molti al telefono, mentre una madre elegante ed assennata declamava a bassa voce una spietata sequela di proibizioni a suo figlio, --divieti ingiustificati, assurdi esercizi di crudelta’ che screditano l’alto compito di ogni maternita’ –“No, niente cioccolata, oggi-- insomma basta con le figurine, il dito in bocca? ricordati che se per tre giorni metti il cerottino sul pollice anche di giorno, ti regalo un camion”. E Jeffrey, tre anni al massimo, sconsolato si cimentava nel suo lecca-lecca arancione. “solo fino alla prossima fermata, sai che abbiamo un patto,” incalzava diligente lei, “lecca lecca per cinque minuti al giorno, poi uno nel week-end., dopo la lezione di violino.” Ascoltavo piu’ attonita che infastidita mentre la mente divorava la prosa di un articolo in prima pagina che non avrei mai voluto terminare. http://www.nytimes.com/2008/05/15/world/asia/15morgue.html?hpIl terremoto in Cina di cui ancora non ho parlato si e’ abbattuto catastrofico sull’immaginario di ogni persona del pianeta che sente la tragedia umana come la propria, gente che non conosciamo sparita senza giustificazione, gente come noi inghiottita da dolore che era li solo per destino o per chi ci crede per volere di Dio. Come la bambina della foto qui sopra, di nome Ke, anche Jeffrey ho dedotto essere figlio unico, privilegiato figlio di una elite newyorkese, diviso fra nanny’s e lezioni di musica, pomeriggi al parco e matinee all’opera, ma oggi appagato da un piccolo lecca lecca arancione---Lo so bene che non si fa, e in genere colleziono immagini senza interferire, ma ero li’, davanti a loro mentre scendevo dal bus-- – Cute Kid, ho sussurrato alla donna, fermandomi di colpo-- legga questo, ho detto porgendole il gionale, and please, gli lasci finire il lecca-lecca. Attonita la mamma ha preso il Times senza parlare, poi, agguantato il figlio si e’ diretta veloce verso il marciapiede opposto— dove un netturbino stava vuotando un cestino dei rifiuti, l’ho seguita con lo sguardo fino a quando con mossa rapida ed efficiente ha sottratto il lecca lecca a Jeffrey e senza neanche guardare lo ha incartato con tutto il mio giornale e quella splendida foto di Ke.