–Quest’ultimo spot elettorale di Hillary Clinton si scaglia contro l’inesperienza di Barak Obama in politica estera, spara a zero sul suo potere di leadership. Per tutti quelli che hanno vissuto direttamente l’undici settembre e hanno sotto gli occhi le sue conseguenze, lo spot riporta violentemente alla mente il ricordo di quel giorno indelebile e terrificante.Quando i telefoni hanno smesso di funzionare - E’ uno spot che avrebbe potuto essere divulgato dai repubblicani ad ottobre ma e’ il frutto invece della ultima strategia Clintoniana che delusa dallo scarso successo delle argomentazioni sulla sanita’ e sulla economia , punta ora sulla sicurezza nazionale. Argomenti molto cari alla popolazione americana ma lasciati non a caso indietro dall’onda positivista della campagna elettorale di Obama. Obama incanta e piace, infervora, trascina e con le sue logiche di semplice analisi politologica, conquista la gente--lo fa riportandola indietro di dieci anni, quando l’America era salva dal terrorismo, gli americani immortali all’attacco della ferocia del mondo circostante e le guerre per lo piu’ si combattaveno con il sangue dei figli degli altri. E’ questo che senti quanro vai nei suoi ralleys, che percepisci intorno alla gente che ascolti con chi lavora per lui o nei cenacoli dove si discute della sua strategie, ti senti proiettato dieci anni indietro, quando andavi a pranzo sulle torri gemelle, quando cavalcavi il paese in l’aereo come una bicicletta, quando nemici e minacce erano oltre gli oceani. Ti senti salvo, ti senti protetto, ti senti sicuro, ti senti nel giusto e quindi capace di imbracciare l’ottimismo, essenziale per cambiare ogni cosa. Ma la storia purtroppo non si cancella-- ci attanaglia, ghermisce le nostre ali desiderose di levarsi magari sopra le ceneri delle torri gemelle. Questo Hillary lo sa, Mc Cain lo sa e lo sa anche Barak Obama, che pero’ appositamente non menziona l’undici settembre, che volontariamente parla di Iraq ma non dei morti civili a New York che sorvola su quella tragedia condivisa dal mondo,e lo fa scommettendo sullo spiriro di una America ferita e colpita al cuore, che sanguina ma non si arrende mai. Questo spot, e’ la negazione di tutto cio’ ci riporta indietro, ci inginocchia ci fa male, e proprio per questo non avra’ il risultato che desidera, e sono convinta che si ritorcera’ contro Hillary, perche’ l’onda lunga di Obama e’ fatta dell’ottimismo invincibile di chi ha lavorato molto per ottenerlo, non e’ frutto di una amnesia generale--gioca sulla voglia di questo paese di andare avanti, fearless, senza paura, perche’ guardare indietro, spesso fa troppo male. --








Questa sera l'ultimo dibattito democratico prima delle elezioni del 4 Marzo... dove voteranno Texas, e Ohio. L'atmosfera sara' quella di sempre una schermaglia civile, i due d'accordo nel non andare d'accordo. Civile appunto perche' i colpi bassi in questa campagna si sferrano altrove, in mezzo alla gente a mezzo stampa, basti pensare a questa foto, messa in circolazione dalla campagna Clinton ieri sera e pubblicata fedelmente da tutti i tabloids, questa mattina. L'ironia suggerita dai titoli passera' ma questa immagine di Osama rimarra' scolpita nella mente dei votanti-- A piu' tardi il resoconto del dibattito.
Winter Wonderland
Snow Man
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Arriva il giorno in cui tutti si fanno inidietro. Anche i piu' presuntuosi arroganti e temerari dittatori come questo. Ad un punto della vita, la stanchezza, la malattia (voglio pensare anche il rimorso o il pentimento) si fondono nell'animo di un leader, e il passo diventa ' obbligato. Tutti certo tranne i nostri briganti della politica--che dovrebbero prendere esempio da tutti, anche da Fidel Castro.