venerdì, 29 febbraio 2008

–Quest’ultimo spot elettorale di Hillary Clinton si scaglia  contro l’inesperienza di Barak Obama  in politica estera, spara a zero  sul  suo potere di leadership. Per tutti quelli che hanno vissuto direttamente l’undici settembre e  hanno sotto gli occhi le sue conseguenze,  lo spot riporta violentemente alla mente il ricordo di quel giorno indelebile e terrificante.Quando i telefoni hanno smesso di funzionare - E’ uno spot che avrebbe potuto essere divulgato dai repubblicani ad ottobre  ma e’ il frutto invece della ultima strategia Clintoniana che delusa dallo scarso successo delle argomentazioni sulla sanita’ e sulla economia , punta ora sulla sicurezza nazionale. Argomenti molto cari alla popolazione americana ma lasciati non a caso indietro dall’onda  positivista della campagna elettorale di Obama. Obama incanta e piace, infervora, trascina e con le sue logiche di semplice analisi politologica, conquista la gente--lo fa riportandola indietro di dieci anni, quando l’America era salva dal terrorismo, gli americani immortali all’attacco della ferocia del mondo circostante e le guerre per lo  piu’ si combattaveno con il sangue dei figli degli altri.  E’ questo che senti quanro vai nei  suoi ralleys,  che percepisci intorno alla gente che  ascolti con chi  lavora per lui o nei cenacoli dove si discute della sua strategie, ti senti proiettato dieci anni indietro, quando andavi a pranzo sulle torri gemelle, quando cavalcavi il paese in l’aereo come una bicicletta,  quando nemici e minacce erano oltre gli oceani. Ti senti salvo, ti senti protetto, ti senti sicuro, ti senti nel giusto  e quindi capace di imbracciare l’ottimismo, essenziale per cambiare ogni cosa. Ma la storia purtroppo non si cancella--  ci attanaglia, ghermisce le nostre ali  desiderose di levarsi  magari sopra le ceneri delle torri gemelle. Questo Hillary lo sa, Mc Cain lo sa  e lo sa anche Barak Obama, che pero’ appositamente non menziona l’undici settembre, che volontariamente parla di Iraq ma non dei morti civili a New York   che sorvola su quella tragedia condivisa dal mondo,e lo fa scommettendo sullo  spiriro di una America ferita e colpita al cuore, che sanguina ma non si arrende mai. Questo spot, e’ la negazione di tutto cio’ ci riporta indietro, ci inginocchia ci fa male, e proprio per questo non avra’ il risultato che desidera,  e sono convinta che si ritorcera’ contro Hillary, perche’ l’onda lunga di Obama e’ fatta dell’ottimismo invincibile di chi ha lavorato molto per ottenerlo,  non e’ frutto di una amnesia generale--gioca sulla voglia di questo paese di andare avanti,  fearless, senza paura,  perche’ guardare indietro, spesso fa troppo male. --  

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mercoledì, 27 febbraio 2008
clinton reign

Un primo commento prima di proiettarmi nella giornata, faticosa, fredda e lunga..

Non e’ stato il solito idillio, al contrario.  Hillary all’attacco, agguerrita e aggressiva Obama rassicurante e conciliatorio come al solito—tutti e due determinati ad avere la meglio sull’auditorio. Hillary Clinton ha giocato il tutto per tutto ieri sera, accusando la stampa di essere parziale, ha attaccato l’aversario sulla politica interna, sulle sue capacita’ di guidare il mondo libero. Ma nonostante la retorica secca ed efficace  era in ritirata, costretta a difendere non solo le sue posizioni ondivaghe ma l’operato di otto anni di amministrazione Clinton, costellata di policy questions. Otto anni che le hanno dato la possibilita’ di concorrere oggi  e di spiazzare qualsiasi altro concorrente ancora prima di cominciare la corsa alla Casa Bianca. Il fantasma di Bill Clinton ha imperversato in questa campagna elettorale, le sue accuse, le sue irruente affermazioni, le sue interviste tv, i suoi libri buonisti, i suoi paternalistici attestati di solidarieta’ al candidato-moglie. E tutto questo non ha rafforzato Hillary ma  si e’ ritorto tutto contro di lei , che ancora una volta, a telecamere accese ha dovuto divincolarsi dal suo benfattore-aguzzino, colui che le ha dato tutto e le ha tolto tutto, lasciandola ancora una volta sola a reggere tutto il peso della sua pesante eredita’—A dopo per una analisi dettagliata del dibattito,

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martedì, 26 febbraio 2008
nypostQuesta sera  l'ultimo dibattito democratico prima delle elezioni del 4 Marzo... dove voteranno Texas, e Ohio. L'atmosfera sara' quella di sempre una schermaglia civile, i due d'accordo nel non andare d'accordo. Civile appunto   perche'  i colpi bassi  in questa campagna si sferrano altrove, in mezzo alla gente  a  mezzo stampa, basti pensare a questa foto,  messa in circolazione dalla campagna Clinton ieri sera  e pubblicata fedelmente da tutti i tabloids, questa mattina.  L'ironia suggerita dai titoli passera' ma questa immagine di Osama  rimarra' scolpita nella mente dei votanti-- A piu' tardi il resoconto del dibattito.
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lunedì, 25 febbraio 2008
Hilary texas

Ha trascorso tutta la sua esistenza cercando di entrare in un club privato, dominato dagli uomini, pervaso dal  potere, determinata a far valere le sue doti  piu' "maschili" sbandierando un femminismo che ha ingurgitato piu’ volte, prendendo e lasciando il cognome del marito, sopportando le umiliazioni piu’ feroci, dimendosi fra i doveri di moglie e le personali ambizioni, senza  mai liberarsi della sfera privata per i suoi pubblici combattimenti,  tutto, per poi ritrovarsi spiazzata dalla  morbidi doti di un candidato  sorridente, Obama, un uomo che disdegna le battaglie  e indietreggia davanti alle acrimonie della campagna elettorale cercando di farci sentire tutti bene fra le morbide braccia della sua retorica. Povera Hillary, li divide solo il metodo, non la sostanza.   Non pensavo mai che mi avesse fatto pena, pena come tutti quelli che vivono di calcoli e alla fine sbagliano il  conto finale  salatitissimo—Io sono convinta che stara’ benissimo, come ha detto nell’ulitmo dibatto, la sua frase e’ stata presa come un addio alla campagna. Non credo, piuttosto un addio ad un modello perseguito ossessivamente che non ha mai lasciato spazio alla sua persona che non abbiamo mai veramente conosciuto.    

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sabato, 23 febbraio 2008

snowWinter Wonderland

snow manSnow Man

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venerdì, 22 febbraio 2008
snow.
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giovedì, 21 febbraio 2008

mccain e Cindy

La notizia ha cominciato a circolare ieri sera,  i network annoiati dalla giornata pre-dibattito di oggi, l’anno fatta rimbalzare per ore fino a quando  proprio come come tutti sono corsa al computer per leggere l’articolo del New York Times. McCain, e un suo liason con una donna, una lobbyist alla quale avrebbe fatto favori e con la quale avrebbe avuto una relazione. McCain stesso, questa mattina, moglie al suo fianco, nega la relazione e aggiunge di non aver mai  elargito favori nell’esercizio delle sue funzioni.  Brutta e soprattutto inutile storia pubblicata in prima pagina da un grande giornale. L’avrei accettata da un tabloid  da supermercato, ma non da un giornale che determina l’agenda liberal americana. Ma la notizia, o meglio la pubblicazione della notizia e’ un po’ piu’ di una caduta di stile e’ una maniera poco sottile di screditare il candidato repubblicano accusandolo di puro Washingtonismo fatto di potere e di intrallazzi.  Ma la pubblicazione e la posizione dell'articolo, in prima pagina e'  anche la dimostrazione esatta che l’agenda liberal americana, quella della vecchia struttura democratica e’ ormai sepolta insieme ad un  partito in lotta con se stesso mentre cerca di rinnovarsi. Il New York Times che ha sostenuto e apertamente spinto la  nomination di Hillary Clinton, sferra un colpo basso contro McCain e cosi’ facendo  annulla quello che sta succedendo ora in America,  non considera  la rivoluzione forse involontaria portata avanti da Obama, un uomo che non attacca mai l’avversario e passa sopra le provocazioni personali.  Parla di principi e di ispirazione collettiva  senza mai puntare il dito su nessuno. Si ma  Obama non e’ mai piaciuto al New York Times, e quando e’ arrivato il 5 Febbraio scoro, il voto del comitato editoriale e’ andato a Hillary, e alle sue vecchie logiche. Sara’ perche’ forse Obama   preferisce passare per Oprah Winfrey  e  far circolare il suo messaggio attraverso il suo salotto anziche’i dotti editoriali del quotidiano.

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mercoledì, 20 febbraio 2008
barakspeech

 La frase ti solleva, ti cattura la mente, ti penetra nel cuore  stringendoti in una spirale di pensieri mai visitati  che ti trattiene in sospensione.. poi  l’autore decide di rallentare la sua prosa e riportarti a terra. Tutti siamo stati prigionieri di brani imperdibili,  concetti irrepeitibili  scritti e pensati da altri , sepolti dal tempo o imprigionati nelle pagine di un libro oscuro o in qualche discorso lontano. Merce preziosa per gli sciatti di mente, per i mestieranti della scrittura, per i mercenari dell’intelletto.  Io l’ho imparato qui a scuola che il plagiarism,  il plagio, il copiare brani o pezzi di articoli e’ uno dei crimini piu’ comuni e piu’ mal tollerati in questo paese. La punizione  per un allievo scoperto a copiare e’ severissima fin dalle scuole elementari e all’universita’ e’ moltivo di espulsione incondizionata. Ecco perche’ l’accusa di Hillary ad Obama  di aver copiato alcune frasi di un discorso  e’ gravissima, mirata a distruggerne la credibilita’, e quindi ad ucciderlo. Una accusa  piu’ grave di quanto noi non possiamo immaginare. Chi copia, anche  una frase e’ un ladro, un ladro del bene piu’ prezioso di qualsiasi societa’ le sue idee.  Da noi il furto delle idee invece e’ un’arte, direi una pratica ben remunerata. Basti pensare ai politici che si ingurgitano gli slogan partoriti da altri a  quanti (tanti) giornalisti, firme conosciute copiano i giornali stranieri e poi pubblicano senza attribuire ne virgolettare. Si appropriano di interviste, di interi brani e senza giustificazione li ripropongono all’ignaro lettore. Alcuni, scoperti in flagrante continuano ad imbrattare giornali anziche’ venire radiati dall’esercizio della professione. Poi ci sono i furti di idee negli uffici, negli studi, nelle universita’ E’ una pratica messa in conto da tutti e non per questo e’ meno grave. Che peccato.!  una societa’ che tollera questa pratica e’ una societa’ destinata ad implodere sotto il peso della propria insicurezza e sciatteria intellettuale una societa’ senza futuro dove tutti sono gelosi delle proprie idee, perche’ non viene dato loro credito e’ una societa’ dove non circola l’energia vitale per proiettarsi in avanti, le idee appunto. E’ questa la vera battaglia che sta vincendo Obama contro Hillary Clinton, una battaglia di inclusione e  che sprigiona la libera circolazione di milioni di pensieri che dal basso confluiscono verso  un leader che le idee le  sa riconoscere, declamare, utilizzare e che come candidato presidenziale di questo paese  dovra' saper gratificare. 

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mercoledì, 20 febbraio 2008
clinton couple

Obama ha vinto il Wisconsin e’ vero eppure si parla ancora di loro come se stessero per tornare, spregiudicati e minacciosi,  una coppia di presidenti,  ospiti  per una seconda volta  di una citta’ dove alloggia il talento e dove alberga il sapere-- mai la supponenza, Washington, dove il potere che emana da Capitol Hill, passa per i ricevimenti nelle case di Langley, i cocktails a Chevy Chase e le riunioni di famiglia  nelle  pizzerie di McLean.  Washington e’ pregna di loro. Sono passati otto anni dall’ultimo mandato presidenziale e i Clinton sono ancora li, anche se lei e’ senatore a New York e lui e’ ovunque.  Se ne parla come di due attori senza un copione,  dei loro  scandali, delle loro intemperanze della sete di potere e di conquista, delle capacita’ e della determinazione di una coppia che ha fatto tabula rasa di relazioni e tradizioni  per ergersi su tutti, regardless of the body count, senza preoccuparsi dei morti. Ce ne saranno ancora parecchi di morti fra oggi e quest’estate, consulenti, strateghi, collaboratori, amici e sostenitori. E  nella migliore tradizione Clintoniana la campagna si sta  inasprendo nel segreto delle stanze governate solo dalla loro morale, attraverso  pressioni e ricatti . E’ un’opera d’arte la strategia di questa seconda parte della campagna,  mantiene la candidata Hillary libera e lontana dagli attacchi mentre il lavoro duro, quello sporco, atto a spazzare via l’antagonista viene fatto da chi le sta lontano da Bill per esempio, che attacca difendendola proprio per non sporcarla. E intanto squillano i telefoni e la pressione sui superdelegati e’ insostenibile.—E’ la solita operazione di sempre  quella che li rende invincibili ma odiati.—I risultati del Wisconsin inaspriranno ancora di piu’ la partita, giocata  duramente, senza esclusione di colpi, nelle prossime settimane-- si perche’ i Clinton non hanno paura di toccare il fondo,  vogliono tornare, lo vogliono fino in fondo.

 

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martedì, 19 febbraio 2008

fidelArriva il giorno in cui tutti si fanno inidietro. Anche i piu' presuntuosi arroganti e temerari dittatori come questo.  Ad un punto della vita, la stanchezza, la malattia (voglio pensare anche il rimorso o il pentimento) si fondono nell'animo di un leader, e il passo diventa ' obbligato.  Tutti certo tranne i nostri briganti della politica--che dovrebbero prendere esempio da tutti, anche da Fidel Castro.

Oggi le elezioni in Wisconsin, sono qui di ritorno dalla Capitale, Washington  pronta  a commentarle con qualche informazione in piu'....

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