Il suo volto in Italia non e’ ben conosciuto ma Trent Lott e’ uno dei politici piu’ importanti e influenti di questo paese—e’ un repubblicano, minority leader al senato, controverso talvolta, famoso per il suo conservatorismo e la sua aderenza alla tradizione del partito, Lott serve il paese da 35 anni, il suo mandato scadrebbe nel 2012, ma oggi ha annuciato di ritirarsi. Lott, dice di voler cambiare vita, dedicarsi forse alla ricostruzione dell’area di New Orleans dove ha perso una casa durante la devastazinoe di Katrina, probabilmente ad uno studio di consulenza a K-street, come lobbyist, ma non e’ questo il punto. Vedere Lott, che ho seguito e incontrato spesso, mi ha fatto effetto—si perche’ salutare tutti quando si e’ ancora giovani e’ possibile, abbandonare la vita pubblica, evidentemente si puo' fare e non nuoce alla salute, anzi. La vita cambia, il mondo si rinnova cosi’ anche la politica e i suoi volti devono rigenerarsi e la vecchia guardia deve avere il coraggio di lasciare spazio ad una nuova generazione pronta a servire il paese, non i propri interessi. Guardavo Lott, i suoi energiteci 66 anni e pensavo invece alla gerontocrazia che ci rappresenta e che mandiamo in giro, pensavo all’ingombrante figura dei plurisettanta e ottantenni che forgiano le politiche del nostro paese, a questi imbarazzanti e incapaci artefici dei nostri destini . Non se ne vanno, non abbandonano, rimangono attaccati al seggio, alla carica, alla direzione, alla presidenza con ostentato determinismo. E se si ritirassero cosa farebbero? Pochisssimi hanno una professione, un mestiere, un interesse, una vocazione, non hanno una missione, sono nati e cresciuti nei partiti, ‘facendo politica’ intesa come intrigo, non come studio delle policies, degli argomenti, delle prospettive comparate da applicare ad una nazione. Vestali di un parlamento e di un senato decrepito e inefficiente, cariatidi imbarazzanti a sostegno di un paese che hanno indebolito, alleggerito, svuotato e nonostante cio’ non riescono proprio a sorreggere --