Nessuno mi leva dalla mente che per una intera generazione, quella dei sessantottini, una copertina cosi' puo ben ' valere una presidenza. E Al Gore, dal suo punto di vista, la sua rivincita contro il "cinico vincente" del duo presidenziale democratico, il mai-amico Clinton, finalmente l'ha avuta. Il concerto di ieri di cui e' stato promotore e' un'impresa mediatica senza precedenti che ha come protagonista se stesso, una tematica trasversale cioe' la salvaguardia del pianeta e una moltitudine di rock star compiacenti e sopratutto in promozione. Ma Live Earth, non ha niente a che vedere con LIve Aid, e chi anni fa ha avuto la fortuna di godersi l'originale, (seppure con la supervisione dei genitori come nel caso della sottoscritta) non puo' che rievocare con malinconia, l'energia e l'entusiasmo di quel concerto che cambio' per sempre l'essenza della diplomazia mondiale. Le rock star, assursero a protagoniste della scena politica scavalcando i confini dell'ipocrisia politica trascinando milioni di persone ignare o insensibili dalla loro parte. Diventarono attori non convenzionali sulla scena politica internazionale, cantanti rock magari da non condividire ma da prendere sempre in considerazione. Quello era il vero messaggio di Live Aid, al di la di quello che il concerto si promettava di promuovere. Poi veniva la causa. Le rock star di allora, trasgressive, aggressive, talentate, donavano tempo ed energia, e chiedevano soldi, piu' soldi possibili gridava Geldof da Wembley, nel nome della fame, quella di milioni di persone in Africa-- e i soldi arrivarono tanti, umiliando decenni di finti tentativi e fasle promesse politiche. -- il progetto di Geldof, ambizioso e geniale, fu il primo di tante iniziative che riuscirono in seguito a mobilitare la gente a vantaggio di una causa sola. Ma ha ragione oggi Geldof a distanziarsi da Live earth a sentirsene quasi offeso, Il concerto di ieri non e' un concerto altruista ma un progetto all'insegna dell'autopreservazione che e' l'opposto esatto dell'altruismo. I suoi protagonisti, a cominciare proprio da Al Gore, ne sono un esempio lampante, tutti alla ricerca di un palcoscenico per dimostrare la propria esistenza, come attore, come politico, come Rock Star, come medium, come sponsor. Basta guardare l'elenco delle band che ieri hanno suonato, sembrava un grande infomercial il concerto di ieri, (quelle pubblicita' lunghissime che vanno in onda in tarda notte sulla TV Americana dove personaggi famosi, pubblicizzano prodotti improbabili dalle spazzole per i capelli, cosmetici e strumentazioni per la ginnastica).-- Sono contenta se la gente lo abbia guardato, al di la' della quantita' di energia che ha utilizzato per farlo, la terra ha bisogno anche di questo. Sono contenta per il premio oscar Al Gore,che di batoste ne ha avute tante ma che purtroppo per lui non e' uno stupido e sa molto bene che per il pianeta avrebbe potuto fare molto di piu' con molto meno, se solo avesse avuto a disposizione il telefono dello studio ovale della Casa Bianca.