
Ci sono libri di cui aspetti emozionata la pubblicazione come se fossero i tuoi. Libri che aspetti come il concerto del tuo rocker preferito che finalmente arriva in citta’ e suona unplugged, per te e altre venti persone, Libri che vedi in vetrina e che scruti con la stessa aspettativa con cui guardi un amico che non frequenti da tempo, libri che comperi con trepidazione, libri di cui ritardi la lettura per prolungare il piacere del loro scorrere veloce. Libri che bevi alla fermata dell’autobus, su una panchina del parco, in piedi in libreria, che continui a leggere mentre suona il telefono, libri che ti trasportano e ti infondono piacere, commozione, tenerezza, riflessione, libri che non vuoi lasciare sul comodino perche’ una giornata e’ troppo lunga per rituffarti nella loro atmosfera, libri che sei contento qualcuno abbia scritto perche’ patrimonio dell’ umanita’ -- un dono che tu saresti mai in grado di fare. –A thousand splendid suns e’ uno di questi libri, e’ uscito da poco, ed e’ gia’ grande. Ho amato il primo di Hosseini, Kite Runner, un grande romanzo, costruito in maniera classica, un romanzo d’effetto, un libro toccante e profondo al tempo stesso--un collega del New York Times lo ha paragonato a Lord Jim di Conrad, io ho ai Miserabili, di Hugo. La seconda opera di Hosseini e’ simile alla prima, la vicenda di due persone, unite da un destino che ne intreccia l’esistenza in maniera indissolubile. Le protagoniste questa volta sono donne, donne afgane, che si trovano a condividere la stessa esistenza di sottomissione e di terrore partendo da realta’ diverse. Nell’Afganistan dei talebani , come descritto da Hosseini, le donne non hanno un luogo, se non quello della loro complicita’ che il libro svela dolcemente attraverso un crescendo di tenera solidarieta’ fra due mogli che condividono un uomo umorale, brutale e indifferente-- un uomo afgano di oggi. Il libro e’ duro come il primo, commovente e crudo, i personaggi, tagliati con l’accetta e, come per Il Cacciatore di Aquiloni, non per questo meno profondi. Al contrario del primo, questo libro comincia lentamente e prende il volo alla maniera di un romanzo di appendice, in un crescendo di eventi rocamboleschi talvolta troppo eclatanti. Ma a Thousand Splendid Suns, si prende la briga di parlare di donne, di descrivere un mondo femminile ignorato dall’occidente, di infilarti in una realta’ che dismettiamo vigliaccamente dall’alto del nostro determinismo occidentale – Il burqua di Mariam e’ l’umiliazione della meta’ mondo che non ha posto in una societa’ crudele e ingiusta che sfrutta le bambine e deride le donne le tratta come cani rognosi di cui pero’ ha bisogno e delle quali si avvale sempre. Un burqua contro il quale, per me, vale spendersi, anche con una missione militare. Il libro di Hosseini ti introduce in un mondo conosciuto a pochi ma discusso a tavolino da molti e il suo viaggio nella conoscenza del suo paese attraverso i suoi personaggi urlati e non suggeriti e’ forse il dono piu’ grande della sua letteratura.








Come in questo parco di divertimenti del New Jersey, questa bandiera sventola altera ovunque, oggi. Il Memorial Day week-end , il weekend della memoria da il via ufficiale all'estate. Con il ricordo dei caduti ci si proietta verso una nuova stagione e da oggi, si cambia passo, si chiude la stagione invernale, chiudono le scuole, le universita' -- ma non i cimiteri. Il primo pensiero di questa giornata e' per i caduti, sopratutto di questa, utlima guerra, quella in Iraq, combattuta piu' per principio che per volonta' degli americani ormai sempre piu' determinati ad uscirne si, ma vittoriosi. Giovedi' scorso Il Congresso democratico ha ceduto al presidente, ritirando dalla proposta di legge la data di ritiro delle truppe , e rifinanziando la missione. Tante le considerazioni politiche da fare, ma non oggi. Questo week-end si celebra non si fa polemica, si ricorda, non si recrimina. 


Stesso titolo, stesso concetto, venti giorni dopo. arriva Newsweek .. . L'otto Maggio su questo blog parlammo proprio del Fattore Bill. Oggi pero' aggiungerei una cosa, il Fattore Bill, puo' essere controproducente non a caso Al Gore, se ne distanzio' e perse le elezioni, ma le perse perche' se ne distanzio' troppo o lo fece troppo tardi?-- Bill e' bravo, potente ricco ma e' una presenza pesante. Certo, desperate situations require desperate measures... cioe' situazioni disperate richiedono misure disperate...
La persona che cerca il proprietario di questo negozio, non e' certamente nata in America, e cartelli come questo a New York e altrove sono praticamente ovunque, il paese cresce continuamente e l'economia e' sempre affamata di nuova forza lavoro, anche se interi stati degli Stati Uniti California, Texas, Arizona New Mexico rischiano ormai la paralisi per i costi sociali e di ordine pubblico dell'immigrazione clandestina . Ma l'immigrazione e' un argomento complicato e, come la guerra in Iraq, domina l'agenda politica di questo paese. Questa settimana il senato degli Stati Uniti sta esaminando una legge rivouzionaria che scardina il vecchio concetto di una immigrazione assistenzialista e abbraccia il principio della meritocrazia, lo stesso sul quale si fonda tutto l tessuto di questa societa'. Lo stesso pensato dai padri fondatori di questa nazione. La legge e' complessa e dibatutta e come tutti i compromessi bipartisan scontenta entrambe le parti per arrivare ad una sintesi accettabile a tutti.. L;ho studiata molto e pur essendo complicata sono d'accordo sul principio di fondo, anche se, dipendesse da me,cambierei alcune cose ( ma nessuno mi ha chiesto nulla....) Senza entrare nel dettaglio, questa legge faciliterbbe l'ingresso di immigrati in possesso di qualificazioni meritorie e concederebbe la carta di soggiorno permanente e la cittadinanza a chi puo' dimostrare di avere delle qualita' necessarie al paese a discapito di chi invece si intrufola illegalmente pronto a tutto perche' privo di tutto e diventando facilmene preda di sfruttamento e di raquet spietati. Insomma una specie di immigrazione a punti che prima di tutto legalizzerebbe i 12 milioni di illegali che sono gia' qui.-- Un principio che premia chi comincia un percorso anche fuori dagli Stati Uniti e con congnizione di causa vuole cominciare una nuova vita in America. E' un principio che rende l'immigrato compartecipe da subito di una societa' in continuo cambiamento e questo mi piace . Un principio disposto a dare credito e crediti a chi se lo merita e questo mi piace ancora di piu'.
you decide........

Senza musica nel parco, cosi' davanti a tutti? Perche' no... It's New York after all..