Notizie racconti osservazioni e notazioni dalla Capitale dell'Impero
chi sono
Nome: Maria Luisa Rossi Hawkins Sono una politologa, italiana per caso, giornalista per professione, scrittrice per passione gia' corrispondente da New York per una testata televisiva nazionale. And the best is yet to come.
Che sguardo, che occhi, che dolore-- determinazione, consapevolezza, rassegnazione? Fate voi. Fra cronaca, resoconti, incertezza e tanta cautela giornalistica il resoconto dell'eccidio di Fort Wood e' agghiacciante. Milioni di domande sul mal funzionamento della macchina militare. E per l'America, alle porte del Thanksgiving, si riaccendono i riflettori su un contrasto ideologico, mai sopito dall'11 settembre.
This was not trick or treating on Park Avenue. A misty damp evening in a blue collar suburb of New Jersey, where homes are small and Halloween decorating is large. Children slide alongthe sidewalks. Each knock on the door followed by a minute or two of silence, then a screen-door opens to a new greeting of delight. Every door cracks a view on life, a complicated existence made of long commutes and tough mortgage payments, coupon clippings andSunday garage sales. Candy is given out carefully taken in excitement and slipped in large wore out pillowcases.The buzz on the streets interrupted by sparse dog barking and porch lights coming on and offas preparations begin for a Saturday night celebration of fall festivity.This is what America is about, work and recompense, expectation and reward that turns small town to big time.
Chiamandole debolezze private le dismettono quasi ed io non sono d’accordo. Queste sono pubbliche tristezze, questi sono squallori condivisi e ci coinvolgono tutti.Se da una parte non mi interessa cosa fa una persona nel suo privato, dall’altro ci rimango molto male quando vengo a sapere come si intrattiene nel suo tempo libero e come essere umano iola giudico. Giudico emi stupisco, nel bene e nel male naturalmente– Cosi’ ho smesso di guardare Letterman, sempre simpatico ma ormai poco credibile, non vado piu’ a sentire I discorsi di Spitzer, geometrici nella loro perfezione, ormai insignificanti per me. Cosi diserto I fundraiser di Clinton,emi rammarico di pagare le tasse per poi pagare la scorta ad una persona che va con i transessuali, si fa ricattare e poi nega.Si perche’ queste persone che sonoin tv come al governorappresentano un modello di comportamento per milioni di altrie lo sanno bene perche’ alla loro imagine pubblica tengono molto.
La sorpresa delle cronache di questi giorni , non sta nel contenuto di quanto leggiamo ma nel fatto che non ci soprendiamo ormaipiu’ dello squallore profondo in cui continuamo a sprofondare e ci asteniamo dal giudicare. La tristezza sta nel fattoche non siamo annichiliti dal baratro della bassezza delle situazioni e delle personee ci siamo lasciati trascinare dal gorgo di squallore cheottunde la mente e ci imprigiona . Vogliamo sapere, e poi tiriamo avanti, ci documentiamo sull’argomento,poi ci giriamo dall’altra parte, facciamo spallucce, scuotiamo la testa. In questo mododiventiamo protagonisti di un voyerismo collettivo che non si manifesta mai in indignazione. Cosi’, di scandalo in scandalo, di filmino in filmino, di foto in foto ci tiriamo avanti senza camminare, direi che ci strasciniamo. La vicenda di Marrazzo che infiamma oggi le cronache italiane non e’ che una’altro rovescio di una medaglia che non ha piu’ facce da mostrare.E’ lo specchio di una morale piegata che ormaici ha condizionato l’esistenza. Cio’mi fa orrore e mi infonde vergogna. Certo che succede un po’ ovunque e io infatti ne faccio una questione generale anche se … Letterman non ha ceduto al ricatto neanche per un momento e a perso la moglie, Spitzer e’ irriso e bruciato per sempre, Clinton ha sacrificato la presidenza di Gore e della moglie -- si dice che la grandezza di un essere umano si vede da come questi fronteggia le situazioni ed e’ vero. Io dico anche che la grandezza di una nazione si vede dalla sua capacita’ di indignarsi e di gridare allo scandalo, per proteggersi e per proteggere, per ridimersi, per crescere e al momento giusto per rinascere .
Mi ci hanno svegliato con la notizia—prima delle sette di questa mattina. Un po’ per informare, molto per provocare--ma il Nobel a Barack Obama sulla fiducia e’ una azione che mi lascia piu’ sorpresa che contrariata. Certo perche’ una bella notizia gli ci voleva a Barry anche per risollevarsi un po’ il morale dopo il risultato dei sondaggi degli ultimi giorni che vedono ilsuo gradimento scendere all’interno del paese dal 70 al 50%. Si perche’ Barack da queste parti non sela passaproprio benissimo. La sua credibilita’ vacillaun po’ come il suo piano di riforma sanitario,o le prospettive di una ripresa del mercato immobiliare, l’aumento dei posti di lavoro e i prestiti delle banche che, nonostante il bail out, continuano ad essere troppo esigui rispetto agli investimenti del governo federale. Tentenna si' come il valore del dollaro o i progetti di Barack sulclima che non e' quello della diplomazia internazionale che e' giusto sia caldo. Poi c’e’ il discorso della CIA, e dei suoi metodi ripudiati e poi riabilitati, ci sono le incognite nucleari di Ahmadinejad . Per non parlare delle missioni militari.Chissa’ se Obama inviera’ nuove truppe nel sanguinoso Afganistan come Commander in Chief o comePremio Nobel? Certo la fiducia che si ripone in lui e’ tanta i suoidiscorsi addirittura leggendari — Il primo fra tutti,a cui deve praticamente il suo premio , e’ quello sullaproliferazione delle armi nucleari. —magnifico davvero-- quasi un sogno. Imagine—that. Ed ora che ci penso perche’ non riesumare un premio Nobel (postumo) ai Beatles, in fondo la canzone IMAGINE ha venduto piu’ copie dellibro di Obama, circola da piu’ tempo e le sua visione del mondo e’ ancora piu’ idialliaca dei discorsi di Barack che se ben ricordo, oltretutto, non sono ancora stati musicati.
Io ne faccio proprio una questione morale. Ne faccio una questione di umana decenza, una questione diresponsabilita’ infrante in nome della piu’ abominevole presunzione . Roman Polansky, regista, padre e bon vivant internazionale si e’macchiato di uno dei criminipeggiori al mondo-- quello di abusare, sessualmente di una bambina.Lo ha fatto amministrandole stupefacenti e alcohol, lo ha fatto protetto e sprezzante a casa di un amico, l’attore Jack Nickolson. Polanski e’ un vigliacco,che seppur confessando il crimine non ha mai scelto di pagare, preferendoinvece di proteggersi all’ombra della della sua popolarita’ con la connivenza, negli anni, di tutti quelli che lo hanno acclamato, fotografato, intervistato senza mai chiederli conto delle sue azioni.Si e’ protetto svicolando, e tenendosi lontano dagli Stati Uniti dove e’ un ricercato comune, seppur un riconosciuto ed acclamato “artiste”. Ma con la cattura tardiva arriva il compatimento che sgorga delle petizioni di molti suoi colleghi e sostenitori impegnatia proteggerlo come padre e come regista , in nome del tempo che e’ passato e del patrimonio artistico che ci ha lasciatonel tempo.Una petizione insolente verso tutti quegli esseri umani che vivono la propria esistenza davanti alle proprie responsabilita’ e non dietro alla macchina da presa. Si tratta di una una petizione che immiserisce chi la sottoscrive, uomini o donne che siano, attori, registi e sedicenti tali. Il fugitivo Polansky e’ un patetico rappresentate di quella decadenza che strizza gli occhi al compromesso e che si spaccia per arte. Mi dispiace molto per le sue figlie, alle quali, proprio come Cesare Battisti, dovra’ spiegare che lui, davanti ad una scelta, ha deciso di commettere una azione atroce di cui deve rendere conto alla sua vittima, a se stesso, a Dio e ai giudici che lo hanno condannato. Che Polanski sia un grande regista poco importa ai fini della sua azione criminosa. Chi sbaglia deve pagare ed e’ giusto che lo faccia. Non si espiano le proprie colpe facendo arte e driblando l’interpool. Non basta perdonarsi perche’ il perdono e’ divino, bisogna anche rispondere alla legge che e’ uguale per tutti, proprio come il pianto di un bambino o di una bambina abusata in qualsiasi ora , di qualsiasi paese, in qualsiasi parte del mondo.
L'apertura dell'Assemblea generale a New York e' una fiera della politica, momento di divertimento puro per tutti quelli che amano e studiano la politica internazionale. Per i neworkesi si tratta di un appuntamento imprescindibile per una citta' abituata ad ogni sollecitazione e che mantiene il suo rigore metropolitano attraverso qualsiasi circostanza. Cosi', mentre guardavo il discorso di Khadafi attraverso un monitor e ne seguivo ogni delirante momento, la citta' scorreva veloce, consapevole ed impaziente di un traffico esasperato dalla presenza di centinaia di capi di stato. Molto meglio del David Letterman, commentava il tassista intento ad ascoltare il discorso del colonnello qui sopra.--molto meglio davvero, con la differenza che quest'uomo si scrive da solo le battute, che non e' soggetto a censure e che puo' implementare con le azioni i suoi intenti davanti ad una audience mondiale -- Altro che le annoiate audiences dei network imbalsamati-- e perche' allora non offrigli un bel contratto?
C’e chi sceglie di spendersie chinon conosce ideali . C’e’ chi sacrifica la propria vita e chi la svende.Chi insegue un ideale e chi fugge dalle responsabilita’. Ci sono esseri umani ed esseri umani.